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La musica può essere open source

Scrivo questo articolo per fare una riflessione condivisa sul diritto di autore in musica ma anche per la produzione video. L’open source è una logica di condivisione che appartiene sicuramente agli informatici da molti anni, prevede la possibilità di elaborare insieme un software, ognuno può modificare la propria versione e si può anche elaborare in maniera condivisa un software per tutti.

In musica e per la video produzione mi interessa una logica simile. Sono fondamentalmente un autore di testi e canzoni e quindi ho registrato le mie cose su patamu riservando tutti i diritti di musica e testi. Ma su massimopizzo.com ho specificato che chiunque può utilizzare i miei testi e musica e le mie registrazioni come vuole. È chiaro che se è a scopi commerciali mi aspetto che l’artista oltre ad avvertirmi decida insieme a me un compenso una tantum (senza conteggio di visualizzazioni, ascolti, passaggi radiofonici, etc), che può magari essere posticipato al momento in cui il mio materiale comporterà degli effettivi guadagni.

In molti casi, nelle piccole produzioni è quasi impossibile ottenere soldi da una canzone o da un file musicale, resta molto interessante però la possibilità di fare cose insieme e per questo ho specificato nella home del mio sito che i miei materiali possono essere usati anche gratis.

Come musicista ho caratteristiche poco simili ai musicisti che lavorano nelle sale di registrazione, per questo, in linea di massima, non considero possibile offrirmi al mercato come turnista, essere pagato per questo, farei spesso cascare le braccia a chi mi ha pagato per un solo che dovrebbe avere determinate caratteristiche, in un tempo prestabilito. Per questo credo che magari proverò a fare delle cose gratis, qualora me lo chiedessero, per esempio come accessorio di uno scambio che come autore preveda dei soldi. Oppure proverò a fornire idee per un solo, per un arrangiamento con un file musicale protetto da copyright da “imitare” liberamente, non so.

Mi piaccio molto come musicista, ho scelto di essere così e ancora adesso suono improvvisando, ho scarsa lettura del pentagramma, non riesco a ripetere una seconda volta la frase musicale che ho suonato un attimo prima e inoltre non mi interessa suonare come vuole un altro musicista. In questo, mi piace la logica dei jazzisti, mi piace l’interplay, anche solo come maniera di condividere idee musicali, non solo per il suonare effettivamente insieme.

Un’altra cosa che a me appare impropria è il trattamento del lavoro di musicisti e artisti in genere quando lavorano per una produzione altrui.

Se io registro in un tuo pezzo o in un tuo video mi aspetterei di poter condividere sui miei canali web, magari dandoti formalmente o informalmente il diritto a pubblicare sui social prima di me.

Come è possibile che si faccia qualcosa insieme e io non abbia il diritto di condividere autonomamente quanto ho fatto come cantante, musicista, figurante e il risultato complessivo del lavoro comune? Capisco che non abbia il diritto di vendere quel prodotto complessivo ma dovrei almeno avere il diritto di condividere il materiale al quale ho partecipato.

Per questo motivo da tempo mi propongo ai tanti artisti che ho contattato via web, e che in qualche caso hanno mostrato apprezzamento, come autore. Come autore c’è il passaggio di materiale testuale o compositivo c’è un passaggio di testimone che ognuno può rielaborare in autonomia senza dover sincronizzare necessariamente il mio lavoro con quello dell’altro musicista o artista. 

A proposito io mi considero un pianista e cantautore non professionista, il mio lavoro retribuito finora è stato quello di sociologo e dal 2014 di web marketing specialist.

Non si tratta di essere integralisti, di darsi regole ferree, esistono delle eccezioni, quando c’è un interesse reciproco che prevale sulle regole che ci si dà, o esistono maniere di lavorare insieme che magari non mi sono venute in mente ma su questo è necessario parlarsi, capire le questioni che riguardano contratti e case di produzione, per trovare magari una soluzione insieme.

Non conosco il mondo dei contratti che si firmano in musica o nella produzione video ma credo che il diritto di autore e i contratti siano troppo sbilanciati a favore delle case di produzione, in termini di cessione di diritti (forse la contropartita sono retribuzioni congrue per questo, non so), è la logica della grande impresa non quella del peer to peer, della condivisione delle idee nell’era del web.

Spero di poter partecipare a produzioni audio visive altrui, nel caso condividerò questa mia generica visione per capire quali margini ci siano per divertirsi insieme con la musica e le immagini.

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